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	<title>Rifondazione Comunista Segrate</title>
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		<title>25 novembre 2011 STOP VIOLENZA CONTRO LE DONNE</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[25 novembre 2011 . Giornata Mondiale per la eliminazione della violenza sulle donne]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; color: rgb(0, 0, 0); }p.western { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }p.cjk { font-family: "Lucida Sans Unicode",sans-serif; font-size: 12pt; }p.ctl { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }td p { margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0); }td p.western { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }td p.cjk { font-family: "Lucida Sans Unicode",sans-serif; font-size: 12pt; }td p.ctl { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; } --></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>25 novembre 2011 . Giornata Mondiale per la eliminazione della violenza sulle donne</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>STOP VIOLENZA CONTRO LE DONNE</strong></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nell&#8217;Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi a Bogotà nel 1981 si accettò la richiesta della delegazione della Repubblica Dominicana di rendere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Trujillo proclamando il 25 novembre data internazionale della lotta contro la violenza sulle donne. </span> </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre </span><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne</span></strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;">, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.<span id="more-983"></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Da allora i movimenti  delle donne e femministi in tutto il mondo hanno fatto di questa giornata occasione di lotta, di denuncia di divulgazione di dati e di contrasto a questo fenomeno che rivela nel suo manifestarsi globale la persistenza nelle varie società della oppressione patriarcale e del continuo costituirsi nel cuore della modernità capitalista di culture maschiliste e misogine, anche là dove si riconoscono formalmente democrazia e diritti universali, nel cuore della modernità capitalista:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La violenza 	contro le donne è diffusa e non appare affatto in diminuzione. Nel 	mondo una donna su tre e in Europa una su 4 è stata sottoposta a 	violenza.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Le donne 	subiscono violenza dagli uomini</strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">. 	Non tutti gli uomini naturalmente usano violenza contro le donne ma 	si tratta comunque di </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>VIOLENZA 	di GENERE</strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> cioè violenza di uomini contro donne e bambine. Gli uomini usano 	per lo più la violenza per mantenere o rafforzare il loro potere 	nei riguardi delle donne o per riconquistare questo potere perduto.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La violenza di 	genere é rimasta a lungo invisibile: avveniva nell&#8217;ombra e nella 	insignificanza penale, perché coincideva con i valori dominanti, le 	tradizioni e le leggi a tal punto da rendere il fenomeno un fatto 	naturale e normale! Ora è giudicata un crimine ma continua ad 	essere considerata dagli individui, dalle istituzioni sociali e 	dagli Stati come una questione circoscritta alla sfera privata, non 	un crimine di valenza pubblica.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Le donne sono 	vittime di diverse forme di violenza soprattutto nella quotidianità, 	e nella vita domestica. La violenza contro le donne spesso è agita 	dal partner o da una persona famigliare, e questo fenomeno accade in 	tutti i gruppi sociali.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La violenza 	contro le donne ha più facce: violazione del diritto 	all&#8217;autodeterminazione, matrimonio forzato, molestia fisica o 	psicologica, sfruttamento, umiliazione, discriminazione. E&#8217; molto 	alta la violenza contro le donne immigrate, che aggiunge una 	sofferenza in più agli ostacoli per abitare con pieni diritti nei 	confini d&#8217;Europa.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gli 	statuti e le regole delle religioni, in specie di quelle monoteiste, 	sono basati sul predominio maschile e, spesso, sulla violenza. Le 	donne sono considerate soggetti minori o, talvolta, oggetto del 	piacere e della volontà maschile. O sottoposte ai vari codici della 	famiglia. Subiscono la violenza e il potere del sacro e di leggi, 	tradizioni, pratiche costruite sulla sottomissione al genere 	maschile. Spesso tale sottomissione è presentata come naturale o 	voluta da Dio.</span></span></p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nelle 	le guerre moderne il 70%-80% di vittime sono civili, la maggior 	parte donne. Loro vengono torturate ed umiliate nei campi profughi e 	nelle prigioni. Loro sono sistematicamente stuprate con una pratica 	deliberatamente usata come arma in molti conflitti. Questo è il 	legame profondo fra militarismo ed oppressione patriarcale.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per questo, come Partito della SE pretendiamo:</span> </span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La 	laicità come il fondamento di ogni stato e di ogni comunità 	sociale e politica. Ciò significa difendere i diritti di 	autodeterminazione della donna, contraccezione e libero aborto. In 	particolare lottiamo contro la pretesa del Vaticano di determinare 	le condizioni delle donne, di decidere sulla loro libertà, sulla 	loro sessualità e sulle libertà sessuali di gay, lesbiche e trans.</span></span></p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La 	messa fuori legge e la punizione delle mutilazioni sessuali e del 	matrimonio forzato.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L&#8217;approvazione 	e il perfezionamento in tutta Europa di leggi per porre fine alla 	violenza sulle donne e i loro bambini. Queste leggi devono avere al 	centro la prevenzione e la individuazione dei prodromi della 	violenza, insieme con un budget adeguato per aiutare le vittime 	della violenza di genere e garantire diritti pieni alle donne 	migranti senza riferimento al loro stato giuridico-amministrativo in 	Europa.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Una 	limitazione e un controllo del possesso individuale delle armi, che 	spesso vengono usate contro le donne.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I 	diritti delle donne non possono legittimare nuove guerre o leggi più 	restrittive sull&#8217;immigrazione.</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L&#8217;immediata 	conversione in legge nella UE di linee guida per il diritto alla 	cittadinanza di residenza per le vittime di traffico, da recepire 	nelle legislazioni nazionali.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il Partito della Sinistra europea considera fondamentale non solo battersi per modificare le relazioni fra le classi, abolendo sfruttamento ed oppressione, ma ha come obiettivo la lotta contro la struttura patriarcale delle società e le conseguenze sociali e culturali che ne derivano. Nel fallimento del capitalismo neoliberista che si manifesta nella crisi economica sociale e culturale che aggredisce l&#8217;Europa si rinnova la occasione e la speranza che al posto della barbarie del profitto e del capitale ci sia l&#8217;impegno per la costruzione di una società socialista, rispettosa della natura e capace di determinare le condizioni per il compimento della rivoluzione delle donne. Il Partito della SE combatte la violenza sessista che origina dal machismo e dalla dominazione patriarcale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Scopo della campagna è quindi l’eliminazione di tutte le forme di violenza sulle donne attraverso:</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">- il riconoscimento a livello internazionale, regionale e locale della violenza di genere come violazione dei diritti umani;</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">- il rafforzamento delle attività a livello locale ed internazionale contro questo tipo di violenza;</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">- la creazione di spazi internazionali di discussione per l’adozione di strategie condivise ed efficaci in materia;</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">- dimostrazioni di solidarietà con le vittime di queste violenze in tutto il mondo;</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">- il ricorso a governi affinché adottino provvedimenti concreti per l’eliminazione di questo tipo di violenze.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Novembre 2011</span></span></p>
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		<title>A Onorina Brambilla Pesce,  la partigiana &#8220;Sandra&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 16:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, domenica 6 novembre, se n&#8217;e&#8217; andata Onorina Brambilla detta Nori nome di battaglia Sandra. Compagna di una vita del comandante Visone, nome di battaglia di Giovanni Pesce, fu partigiana nella Milano occupata dai nazisti e poi internata nei campi di sterminio. A persone che hanno lottato una vita e hanno saputo donarci qualcosa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, domenica 6 novembre, se n&#8217;e&#8217; andata Onorina Brambilla detta Nori nome di battaglia Sandra.<br />
<a href="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/11/image001.jpg"><img class="size-medium wp-image-976 alignnone" title="image001" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/11/image001-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a></p>
<p>Compagna di una vita del comandante Visone, nome di battaglia di Giovanni Pesce, fu partigiana nella Milano occupata dai nazisti e poi internata nei campi di sterminio.</p>
<p>A persone che hanno lottato una vita e hanno saputo donarci qualcosa di meglio di quello che avevano loro non puo&#8217; non andare tutta la nostra gratitudine.<br />
Un abbraccio grande alla compagna Sandra .Rimarrai sempre al nostro fianco ! Ora e sempre resitenza !</p>
<p>Per l&#8217;ultimo saluto a Onorina Brambilla Pesce,  la partigiana &#8220;Sandra&#8221;:<br />
Mercoledì 9 novembre 2011 Camera del lavoro di Milano &#8211; Salone: Di<br />
Vittorio.  Corso di Porta Vittoria 43:<br />
dalle ore 11.00 camera ardente<br />
dalle ore 15.00 cerimonia funebre.<br />
<span id="more-975"></span><br />
<strong>Norina Brambilla e i suoi compagni, gran bella gente</strong></p>
<p>Niente di leggendario. Niente enfasi, niente retorica, niente stile letterario, niente storia romanzata. Lei racconta semplicemente, così come è andata, sul filo vivo dei ricordi, senza divagazioni e senza orpelli. Onorina Brambilla, un nome molto milanese, Croce di guerra al Valor partigiano, segni particolari staffetta nel 3° Gap &#8220;Egisto Rubini&#8221; di Milano, nome di battaglia Sandra. Nota anche come Nora Brambilla Pesce, segni particolari moglie di Giovanni Pesce, medaglia d&#8217;oro della Resistenza, suo compagno di lotta sin dai primi giorni e compagno di vita per sessant&#8217;anni, quando lui è scomparso, luglio 2007. Niente di leggendario.</p>
<p>Il libro della sua vita &#8211; Onorina Brambilla Pesce, Il pane bianco, Arterigere pp.292,  (a cura di Roberto Farina, prefazione e note di Franco Giannantoni) &#8211; è straordinario in sé, non solo per la vicenda personale che racconta, ma per il mondo, la gente, i sentimenti, il parterre umano che evoca. Antropologia operaia e comunista, Milano e dintorni, terribili anni &#8217;40, la generosità e la lotta, non c&#8217;è da aggiungere nulla.</p>
<p>«Quando fui arrestata dalle SS avevo appena compiuto ventun anni». E quando viene catturata &#8211; un pomeriggio del 12 settembre 1944, tradita da un partigiano passato al nemico &#8211; lei è gappista da un anno, «ero entrata a far parte dei Gruppi di difesa della Donna, un&#8217;organizzazione femminile che si occupava di raccogliere denaro, cibo, vestiti e tutto ciò che potesse servire ai partigiani». Il comandante del suo Gap è un certo Visone (scoprirà dopo che il vero nome è Giovanni Pesce). Giorni da staffetta, ragazza in bici che in borsa nasconde anche roba molto proibita, «un giorno incappai nei &#8220;marò&#8221; della San Marco. Erano in piazza Ludovica e controllavano tutti. Quando me ne accorsi, ero ormai troppo vicina per allontanarmi senza destare sospetti. Avevo con me due pistole». Quella volta la sfanga.</p>
<p>Tradita, arrestata, verranno per lei i giorni nel quinto braccio di San Vittore; degli interrogatori a colpi di gatto a nove code («dolorante, semisvenuta, credo di aver urlato molto»); del campo di concentramento di Bolzano, «numero di matricola 6087, col triangolo rosso dei politici, fui destinata al blocco F».</p>
<p>Norina e gli altri. Il suo lessico familiare e quello politico che si incontrano subito e si &#8220;riconoscono&#8221;, naturalmente. «Sono di famiglia operaia, di orientamento antifascista, comunista». Poveri, modesti lavoratori. Squarci di primo Novecento popolare e contadino in terra lombarda. Quel trasloco forzato &#8211; «si diceva &#8220;fare san Martino&#8221;» &#8211; ogni 3 novembre «perché bisognava trovare un altro padrone e un&#8217;altra cascina»; quelle vecchie cascine senza acqua corrente e senza servizi e i cortili di terra battuta che diventavano fango, «dove i bambini vivevavo nella polvere, insieme ai polli e agli altri animali». E suo padre che, «dopo la terza elementare l&#8217;avevano mandato a fare il garzone in una bottega di calzolaio»; a martellare per qualche soldo «i chiodi storti, per raddrizzarli e riutilizzarli»; ma lui, che voleva andare a giocare con gli altri bambini, «invece di raddrizzarli, i chiodi li sotterrava».</p>
<p>Quel padre a cui lei dedica poche righe dimesse, quasi senza aggettivi, e tuttavia colme di celata ammmirazione e gratitudine: quel padre che, operaio specializzato alla Bianchi, preferisce patire anni di disoccupazione e miseria perché «si rifiuta di prendere la tessera del partito fascista»; al quale nel &#8217;29 viene proibito di votare; e che, dopo l&#8217;8 settembre, «si collega ai gruppi della Resistenza che agivano all&#8217;interno della fabbrica».</p>
<p>C&#8217;è Narva, «una comunista di vecchia data, con anni di attività clandestina alle spalle»; c&#8217;è la signora Maria, la proprietaria della stanza ammobiliata in via Macedonio Melloni che Visone aveva affittato e che «fece sempre finta di non capire chi fossimo, rischiò parecchio perché nella sua soffitta, tra le solite, vecchie cianfrusaglie, c&#8217;erano pistole, munizioni, l&#8217;arsenale dei Gap».</p>
<p>E c&#8217;è Tornelli, l&#8217;operaio della fabbrica al Vigentino al quale «passavo clandestinamente i volantini per lo sciopero del marzo &#8217;43»; e la Anna Gentili, la ragazza che a Porta Venezia il 25 luglio «salì su un carro armato» tra gli applausi della folla, «in seguito divenne staffetta con il nome di battaglia Lidia. Oggi è ancora viva, ha novant&#8217;anni». Quei nomi, quei volti. Come Libero Temolo, «un comunista coraggioso, capo cellula alla Pirelli»; e come Salvatore Principato, socialista, «due dei 15 compagni fucilati a piazzale Loreto»; come Egisto Rubini, il primo comandante del 3° Gap di Milano che, arrestato e torturato senza che riuscissero ad estorcergli un nome, «temendo di non poter resistere a un altro interrogatorio», si è tolto la vita, impiccandosi».</p>
<p>«Venni tra gli uomini al tempo della rivolta e mi ribellai con loro», dice Brecht nella famosa poesia. E anche lei. 2 settembre 1944, è il Corriere della Sera a dare la notizia: «Il commissario addetto all&#8217;ufficio politico Domenico De Martino è stato ucciso alle ore 13 in via Telesio». C&#8217;entrano i Gap. C&#8217;entra anche lei. Era il tempo della rivolta.</p>
<p>Lei e Visone si sono sposati il i4 luglio 1945, con rito civile, uno dei primi in Italia. «Milano era ferita dalla guerra, dai bombardamenti, dalla fame. Non possedevamo nulla, ma eravamo davanti a un&#8217;epoca nuova, Eravamo liberi, eravamo felici. Si cominciò subito a lavorare per tornare alla normalità. Il primo segno tangibile dei nostri sforzi fu il ritorno del pane bianco sulle nostre tavole».</p>
<p>Il libro è finito. «Oggi ho ottantasette anni. Non ho rimorsi. Ho un rimpianto, ma non voglio parlarne. Quando cala il sole chiudo le persiane, perché non amo il buio della notte». Norina e i suoi compagni, gran bella gente.</p>
<p>Maria R. Calderoni</p>
<p>17/12/2010</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.rifosegrate.org%2Fsenza-categoria%2Fa-onorina-brambilla-pesce-la-partigiana-sandra%2F&amp;title=A%20Onorina%20Brambilla%20Pesce%2C%20%20la%20partigiana%20%26%238220%3BSandra%26%238221%3B" id="wpa2a_2"><img src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>VIII Congresso &#8211; Partito della Rifondazione Comunista</title>
		<link>http://www.rifosegrate.org/politica/viii-congresso-partito-della-rifondazione-comunista/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 15:00:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Vita di circolo]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di partito]]></category>

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		<description><![CDATA[VIII Congresso - Partito della Rifondazione Comunista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/10/vii-congr.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-969" title="vii congr" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/10/vii-congr-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a></p>
<p>I documenti pubblicati da liberazione:</p>
<p><a href="http://liberazione.it/uploads/docs/13592_8188_InsertoCongresso-20pag.pdf">qui</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Contro la crisi l&#8217;alternativa c&#8217;è</title>
		<link>http://www.rifosegrate.org/politica/contro-la-crisi-lalternativa-ce/</link>
		<comments>http://www.rifosegrate.org/politica/contro-la-crisi-lalternativa-ce/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 11:54:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizitiva verso il 15 ottobre 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/10/Unknown.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-964" title="l'altenativa c'è" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/10/Unknown-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Mercoledì 12 Ottobre ore 20.30</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"> Camera del lavoro di Milano &#8211; C.so di P.ta Vittoria</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Con Paolo Ferrero, Maurizio Landini, Oskar Lafontaine </span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;BERLUSCONI DIMETTITI!&#8221; &#8211; RIFONDAZIONE ADERISCE AL PRESIDIO DEL 22/9 IN PIAZZA S. BABILA A MILANO</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 14:36:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA["BERLUSCONI DIMETTITI!" - RIFONDAZIONE ADERISCE AL PRESIDIO DEL 22/9 IN PIAZZA S. BABILA ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: verdana,sans-serif;"><strong><span style="font-size: medium;">MANOVRA, PATTA (PRC/FDS): “BERLUSCONI DIMETTITI!  ADERIAMO AL PRESIDIO DEL PD IL 22/9 A MILANO”</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,sans-serif;">Milano, 20 settembre 2011.  <strong>Rifondazione  Comunista</strong><strong> aderisce e  partecipa al presidio unitario promosso dal PD per chiedere le dimissioni di  Berlusconi, Previsto per giovedì 22 settembre alle ore 18.00 in Piazza  San Babila a Milano. </strong>Il Segretario provinciale PRC e portavoce della  Federazione della Sinistra, <strong>Antonello Patta</strong>, dichiara:</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,sans-serif;">“La manovra varata  dal Governo Berlusconi-Bossi-Tremonti con la BCE impoverisce il paese e demolisce la  democrazia. Con l’articolo 8 si traducono in legge le richieste  della FIAT di demolire il contratto nazionale e l’intero diritto del  lavoro, a partire dallo Statuto dei Lavoratori e dall’articolo 18. La  manovra vuole obbligare a privatizzare servizi pubblici in contrasto  con i referendum e taglia pesantemente enti locali e regioni con  un nuovo attacco a servizi sociali, sanità, trasporti e forti aumenti  di ticket e tariffe. Si attaccano ancora i lavoratori pubblici e  la scuola pubblica.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,sans-serif;">Il taglio di 40  miliardi alle agevolazioni fiscali nel triennio, colpirà il lavoro  dipendente, le famiglie con figli, le spese per istruzioni e sanità. Si  progettano tagli per invalidità, indennità di accompagnamento, reversibilità. Si  colpiscono ancora le donne aumentando l’età di pensionamento.  L’aumento dell’Iva colpisce i redditi più bassi, fa crescere l’inflazione e  deprime i consumi. La manovra inoltre prevede la modifica della  Costituzione per rendere obbligatorie quelle politiche neoliberiste che hanno  determinato la crisi e la speculazione.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,sans-serif;">Insomma, la manovra del Governo  Berlusconi-Bossi-Tremonti è ingiusta e non combatte la speculazione! È una manovra dei ricchi &#8211; quel 10% della popolazione che  possiede la metà della ricchezza italiana &#8211; contro la maggioranza della  popolazione che è chiamata a pagare il  conto.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,sans-serif;">Occorre ribellarsi prima che  sia troppo tardi. Occorre una politica alternativa, per difendere i diritti dei  lavoratori e lo stato sociale, redistribuire la ricchezza, creare nuova  occupazione. Ma prima di tutto occorre un’ampia e unitaria mobilitazione  politica e sociale per mandare a casa il Governo Berlusconi e salvare la  democrazia nel nostro paese”.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una manovra costituente</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di partito]]></category>

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		<description><![CDATA[Materiali per interpretare la crisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Ferrero<br />
Quella  varata dal governo Berlusconi, sotto dettatura dalla BCE e dalla  Germania, non è solo una manovra economica. E’ una grande rivoluzione  conservatrice che usa il potere dello stato per stravolgere i rapporti  tra le classi sociali e uscire dal compromesso democratico che ha  caratterizzato il secondo dopoguerra.<br />
Nella  manovra si privatizza tutto il possibile e si demolisce il welfare.  Nessuno capirà più perché bisogna pagare le tasse ad uno stato che non  ti da nulla in cambio o che ti obbliga a pagare una altra volta i  servizi attraverso le tariffe.<br />
Nella  manovra si accoglie in pieno la richiesta della FIAT di demolire il  contratto nazionale di lavoro aprendo la strada ad una pesantissima  ulteriore riduzione salariale e frantumazione della classe.<br />
Nella  manovra di attaccano in modo pesante i lavoratori pubblici, si aumenta  l’età per andare in pensione, soprattutto per le donne ma non solo.<br />
Nella  manovra si demolisce il sistema delle autonomie locali e delle regioni e  si usa la polemica contro la casta per tagliare la democrazia nel  paese.<br />
Nella  manovra si modificherà la Costituzione per rendere eterne le politiche  neoliberiste che sono già state costituzionalizzate a livello europeo.<br />
Parallelamente  non si toccano i ricchi, quel decimo che possiede la metà della  ricchezza italiana, non si tocca l’evasione fiscale e non si prende  nessuna misura contro la speculazione finanziaria, nemmeno col divieto  di vendita allo scoperto che altri paesi europei applicano normalmente.<br />
Una manovra ingiusta, recessiva, che non colpisce la speculazione e che scardina la democrazia del paese.<br />
Contro questa manovra occorre costruire il massimo di opposizione possibile.<span id="more-956"></span><br />
Per  essere efficaci non basterà però pronunciarsi contro i tagli. Infatti  la manovra è stata costruita e giustificata in nome dell’emergenza e  della necessità di battere la crisi e la speculazione. In assenza di una  spiegazione generale diversa, è molto probabile che le singole persone  siano contrarie alla manovra ma che poi pensino non ci sia null’altro da  fare perché “i mercati hanno deciso così”, “l’Europa ha deciso così”,  ecc. Vi è cioè una ideologia dominante – condivisa da quasi tutto l’arco  politico e dai mezzi di comunicazione di massa – che deve essere messa  in discussione pena l’inefficacia della nostra azione politica.<br />
Il  primo punto per essere efficaci contro la manovra è quindi spiegare che  questa manovra non serve a nulla contro la speculazione e che per  battere questa occorre rimettere regole ai mercati finanziari. Nei  giorni scorsi abbiamo avanzato varie proposte che qui non riprendo.<br />
Il  secondo punto è di spiegare che la manovra è recessiva e quindi  aggraverà la crisi, portandoci in una situazione di tipo Greco. La  manovra aggrava la crisi e porta i conti pubblici allo sfascio in quanto  riduce il PIL e le tendenzialmente le entrate fiscali.<br />
In  terzo luogo occorre prospettare una alternativa a questa manovra. La  nostra proposta di una tassa sui grandi patrimoni al di sopra del  milione di euro può portare 20 miliardi di entrate, così come altri  miliardi possono arrivare dalla nostra proposta di dimezzare le spese  militare e gli stipendi delle caste. La nostra battaglia contro la  manovra deve quindi essere fatta in nome di altre misure da proporre,  comprensibili a livello di massa.<br />
In  quarto luogo occorre spiegare a cosa serve la manovra dal punto di  vista delle classi dirigenti italiane. Questa manovra serve a tagliare  ulteriormente il costo del lavoro e a trasformare i lavoratori in servi  senza diritti. Nella crisi della globalizzazione neoliberista le nostre  classi dirigenti ritengono che l’Italia deve essere più povera, deve  ridurre drasticamente il livello di vita medio, salvaguardando i  privilegi di quel dieci per cento che deve continuare a farsi i fatti  propri. Deve diventare una specie di “enclave cinese” che produce in  subfornitura per la Germania, così come pensa la Lega Nord da tempo.<br />
Dobbiamo  quindi costruire l’opposizione a questa manovra nella consapevolezza  che si tratta di una manovra costituente e che per sconfiggerla occorre  rompere la cappa ideologica che la giustifica. Occorre cominciare da  subito e nel giornale di oggi troverete un primo manifesto da utilizzare  “artigianalmente”. Occorre cominciare dai territori, organizzando  assemblee di spiegazione, volantinaggi, informazione. Occorre avere  chiaro che non basta gridare allo scandalo ma occorre spiegare bene e  prospettare l’alternativa. Per questo la costruzione di una campagna  sulla patrimoniale che indichi una possibile soluzione diversa è un  punto centrale della nostra azione nelle prossime settimane. Ovviamente  chiediamo lo sciopero generale, appoggeremo ogni iniziativa di  mobilitazione a partire da quelle già decise dal sindacato di base e  operiamo per costruire mobilitazioni politiche nazionali. Questa volta  però occorre lavorare prima nei territori, con la gente, per spiegare  che l’alternativa esiste e fornire un punto di vista chiaro sulla crisi e  su come uscirne.</p>
<p>continua &#8230;</p>
<p><a href="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/09/La-crisi-spiegata-in-modo-semplice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-957" title="La crisi spiegata in modo semplice" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/09/La-crisi-spiegata-in-modo-semplice-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<h2 id="internal-source-marker_0.20085247022333053" dir="ltr">I nemici li abbiamo in casa. 10 proposte per sconfiggerli</h2>
<p>(editoriale di Liberazione di mercoledì 13 luglio 2011)<br />
L’attacco  speculativo contro l’Italia è arrivato. Se non verrà bloccato  determinerà effetti molto pesanti sulla condizione sociale del paese:  disoccupazione, ulteriore precarietà, taglio di salari e pensioni,  taglio dello stato sociale. Come abbiamo visto per quanto riguarda la  Grecia, la speculazione produce danni come una guerra e le politiche  europee non costituiscono una difesa ma favoriscono la speculazione. Una  guerra economica scatenata dalle classi dominanti – politiche ed  economiche – contro i popoli europei al fine di cancellare tutte le  conquiste ottenute dal secondo dopoguerra in avanti, sia quelle sociali  che quelle democratiche.<br />
La reazione a questo  attacco speculativo è la proposta – caldeggiata dal Presidente della  Repubblica – di unità tra tutte le forze politiche per approvare la  manovra. Si tratta di una prospettiva non solo sbagliata ma dannosa: la  manovra, come segnala anche la Cgil, non è rivolta contro la  speculazione ma contro i lavoratori e lo stato sociale. L’approvazione  della manovra, che è recessiva, aggraverà la situazione, mettendo a  disposizione della speculazione ulteriori risorse di cui cibarsi.<br />
Siamo  quindi contro ogni forma di patto politico per approvare la manovra e  riteniamo necessario opporsi alla manovra in tutti i modi al fine di  evitare la sua approvazione. Occorre costruire la mobilitazione sociale  contro questa manovra, che è solo l’inizio della stangata che hanno  programmato a livello europeo.<br />
Per sconfiggere  la speculazione è necessario fare una manovra contro la speculazione e  contro gli speculatori, cioè quei delinquenti in giacca e cravatta che  vanno sotto il nome di banchieri e finanzieri e che dalla distruzione  dell’economia di interi stati stanno guadagnando barche di quattrini: i  nostri.<br />
Questa è l’elementare verità che  occorre gridare dai tetti in questi giorni in cui la censura verso ogni  voce fuori dal coro è totale: per sconfiggere la speculazione occorre  combattere la speculazione, non sparare sui popoli. Questa elementare  verità si basa su una premessa: sconfiggere la speculazione è possibile.  La speculazione viene presentata come un fenomeno naturale, come una  specie di tempesta scatenata dagli dei. Gli ideologi del neoliberismo –  che vanno sotto il nome di economisti – ci presentano il capitalismo  neoliberista come fosse un fenomeno naturale. E’ una menzogna!<br />
La  speculazione è stata volutamente resa possibile dalla  deregolamentazione di ogni aspetto dei mercati finanziari ad opera dei  governi e dei parlamenti. La forza della speculazione non è intrinseca  ma è stata creata da decisioni politiche sbagliate assunte in questi  anni in nome dell’ideologia neoliberista. La speculazione può essere  sconfitta a partire da decisioni politiche che correggano gli errori del  passato e costruiscano un nuovo sistema di regole.<br />
Non  è un caso che la speculazione stia attaccando l’Europa. Solo in Europa  le classi dirigenti di centro destra e di centro sinistra sono state  così criminali da costruire – a partire dagli accordi di Maastricht – un  sistema finanziario che consegna totalmente in mano degli speculatori i  destini delle nazioni e dei popoli. Solo in Europa la Banca Centrale  non può acquistare i Titoli di debito degli stati nazionali,  obbligandoli a cercare sul mercato – cioè dagli speculatori – le risorse  necessarie a finanziarie il debito. Negli Stati Uniti la Federal  Reserve può tranquillamente acquistare – come hanno sempre fatto le  banche centrali di ogni singolo paese anche in Europa sino all’avvento  dell’Euro – i titoli del debito pubblico.<br />
Questa  è la prima proposta che avanziamo: a livello europeo si decida che la  BCE acquisti subito a al tasso di interesse fissato ufficialmente (1,5%)  i titoli degli stati sottoposti ad attacchi speculativi. Questo  porrebbe immediatamente fine alla speculazione perché verrebbe a mancare  immediatamente la possibilità di speculare al ribasso. Se i governanti  europei non assumono questa posizione vuol dire che stanno dalla parte  degli speculatori e non delle nazioni che rappresentano. Invece di  finanziare gli speculatori (cioè le Banche), la BCE difenda gli stati  dalla speculazione!<br />
In secondo luogo è  necessario porre da subito una tassa alle transazioni speculative di  capitale (denaro contro denaro) in modo da togliere convenienza  economica alle manovre speculative (la cosidetta Tobin Tax). La  speculazione avviene attraverso piccolissimi guadagni percentuali su  masse enormi di denaro. Basta una piccola tassa per togliere convenienza  alla speculazione.<br />
In terzo luogo è  necessario impedire la vendita di titoli allo scoperto. Forse non tutti  sanno che nel mercato azionario italiano è possibile mettere in vendita  titoli anche se non si posseggono. Questa è una delle modalità più  utilizzate dagli speculatori per fare una speculazione al ribasso (come  quella che stanno subendo i titoli di stato in questi giorni). In altri  paesi europei – a cominciare dalla Germania – questa pratica è illegale.  Che cosa aspetta il Parlamento italiano e rendere illegale anche in  Italia questa pratica che ha l’unico scopo di favorire la speculazione?<br />
In  quarto luogo la speculazione viene fatta direttamente dalla Banche e  dai fondi che da esse dipendono. Una delle modalità è quella di tenere  “fuori bilancio” una massa sterminata di “derivati”. Si faccia una norma  che impedisca alle banche di gestire i “derivati” fuori bilancio,  riportando il complesso dell’attività finanziaria all’interno delle  regole fissate e oggi completamente aggirate.<br />
Se  queste misure non dovessero bastare l’Italia deve ristrutturare il  debito, garantendo per intero i piccoli risparmiatori e allungando  unilateralmente i tempi di restituzione e le cifre da restituire alle  grandi finanziarie, cioè agli speculatori. Anche se nessuno ne parla,  l’Islanda lo ha fatto con ottimi risultati.<br />
Le  5 proposte sopra esposte servono a bloccare la speculazioni. Ne  avanziamo altre 5 che rappresentano una manovra economica alternativa a  quella proposta dal governo:<br />
Si faccia  immediatamente una tassa sui grandi patrimoni. Una piccola tassa sui  grandi patrimoni che superano il milione di euro permetterebbe di  abbassare le tasse ai lavoratori, ai pensionati e di dar vita ad un  reddito sociale per i disoccupati.<br />
Si azzerino  le grandi opere (dalla TAV in Val di Susa al Ponte sullo stretto) e con  quelle risorse si faccia un piano per rendere autonomo energeticamente  ogni edificio pubblico (pannelli solari su tutti i tetti).<br />
Si obblighino le aziende che de localizzano a restituire i finanziamenti pubblici di cui hanno beneficiato.<br />
Si  dimezzi lo stipendio dei parlamentari e si riducano gli enti inutili  usando quelle risorse per stabilizzare i precari della pubblica  amministrazione<br />
Si ritiri l’esercito  dall’Afganistan, si smetta di bombardare la Libia, si riducano di un  quarto le spese militari e con quei soldi di finanzi lo stato sociale e  l’istruzione pubblica.<br />
Più pesante è la crisi e  più servono scelte nette i governanti europei e italiani, vogliono  utilizzare la speculazione come scusa per distruggere i diritti sociali e  civili. Noi al contrario vogliamo mettere la mordacchia al capitale  finanziario per impedire la speculazione e allargare i diritti sociali e  civili. Questa è la posta in gioco oggi in Italia e in Europa.</p>
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		<title>Pisapia alla 1° Festa della Sinistra unita di Zona 3</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 13:21:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra per pisapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 9 settembre

ore 21.00

Parco Lambro (entrata da via Feltre 75)

Pisapia incontra 4 Presidenti di Zona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/09/pisa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-953" title="pisa" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/09/pisa-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Venerdì 9 settembre 2011</p>
<p>ore 21.00</p>
<p>Parco Lambro (entrata da via Feltre 75)</p>
<p>Pisapia incontra 4 Presidenti di Zona</p>
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		<title>Festa della Sinistra di Zona 3 al Parco Lambro di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 09:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano - festa della Sinistra di Zona 3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 5 al 18 Settembre al Parco Lambro (entrata da via Feltre 75)</p>
<p>Festa della Sinistra di Zona 3</p>
<p><em>Partecipare</em> è divertente</p>

<a href='http://www.rifosegrate.org/appuntamenti/festa-della-sinista-di-zona-3-al-parco-lambro-di-milano/attachment/2011-09-02_11-13-36/' title='2011-09-02_11-13-36'><img width="150" height="150" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/09/2011-09-02_11-13-36-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2011-09-02_11-13-36" title="2011-09-02_11-13-36" /></a>
<a href='http://www.rifosegrate.org/appuntamenti/festa-della-sinista-di-zona-3-al-parco-lambro-di-milano/attachment/2011-09-02_11-14-42/' title='2011-09-02_11-14-42'><img width="150" height="150" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/09/2011-09-02_11-14-42-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2011-09-02_11-14-42" title="2011-09-02_11-14-42" /></a>

]]></content:encoded>
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		<title>Festa per la libertà dei popoli &#8211; Cassano 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 09:18:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[festa per la libertà dei popoli cassano 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/08/cassano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-943" title="cassano" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/08/cassano-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Dal 25 agosto al 4 settembre 2011 a Cassano d&#8217;Adda</p>
<p>Festa per la libertà dei popopoli</p>
<p>Per i beni comuni, il lavoro, l&#8217;unità della Sinistra.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festa a Peschiera Borromeo &#8211; liberafesta libera zona</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 07:20:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di partito]]></category>

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		<description><![CDATA[Liberafesta 20 24 luglio Peschiera Borromeo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>LIBERAFESTA DI LIBERAZONA</strong><br />
DAL 20 AL 24 LUGLIO (<strong>vedi programma allegato</strong>),<br />
a Peschiera Borromeo, presso il centro sportivo Borsellino, via       Carducci.</div>
<div>
Musica e menù per tutti i gusti (anche per i vegetariani!).<br />
Ballo liscio, jazz, rock, tarantelle e tammuriate!</p>
</div>
<div>Per cene di gruppo (min. 6 persone) è possibile prenotare i       tavoli (possibilmente non il sabato sera) <strong>inviando un sms         al numero 3480161051, </strong>oppure una mail a<strong> </strong><a href="mailto:fds.sudestmilano@gmail.com" target="_blank"><strong>fds.sudestmilano@gmail.com</strong></a>,       specificando il numero di posti da riservare ed il nome di chi       prenota.</div>
<div>
Per ogni informazione puoi consultare il sito: <a href="http://fdssudestmilano.wordpress.com/2011/07/03/facciamoci-la-festa/" target="_blank">http://fdssudestmilano.wordpress.com/2011/07/03/facciamoci-la-festa/</a></p>
</div>
<div>Ti aspettiamo!</div>
<p>FDS Sud-Est Milano (Mediglia, Pantigliate, Paullo, Peschiera,       Tribiano)</p>

<a href='http://www.rifosegrate.org/appuntamenti/festa-a-peschiera-borromeo-liberafesta-libera-zona/attachment/pesc-1/' title='pesc 1'><img width="150" height="150" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/07/pesc-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pesc 1" title="pesc 1" /></a>
<a href='http://www.rifosegrate.org/appuntamenti/festa-a-peschiera-borromeo-liberafesta-libera-zona/attachment/pesc-2/' title='pesc 2'><img width="150" height="150" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/07/pesc-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pesc 2" title="pesc 2" /></a>
<a href='http://www.rifosegrate.org/appuntamenti/festa-a-peschiera-borromeo-liberafesta-libera-zona/attachment/pesc-3/' title='pesc 3'><img width="150" height="150" src="http://www.rifosegrate.org/wp-content/uploads/2011/07/pesc-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pesc 3" title="pesc 3" /></a>
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